Castello dei Pico
Il castello dei Pico è un castello situato nel centro storico di Mirandola, in provincia di Modena.
Roccaforte famosa in Europa come leggendariamente inespugnabile, appartenne al casato dei Pico, che regnò su Mirandola per quattro secoli (1311-1711) e che la arricchì in epoca rinascimentale con importanti opere d’arte.
Il castello, che domina la lunga piazza della Costituente e i viali alberati della Circonvallazione (realizzati al posto delle antiche mura della Mirandola, abbattute nel corso del XIX secolo), fu restaurato nel 2006 dopo molti anni di abbandono, ma è stato poi gravemente danneggiato dal terremoto dell’Emilia del 2012, che lo ha reso di nuovo inagibile.
Il castello dei Pico, insieme al palazzo comunale, costituisce un’icona ed un simbolo della città di Mirandola.

La ricostruzione novecentesca del castello
Palazzo Bergomi
Il Palazzo Bèrgomi è uno storico edificio quattrocentesco di Mirandola, in provincia di Modena, caratterizzato da un portico e decorazioni in terracotta in stile rinascimentale.
Situato nell’angolo sud-occidentale di piazza della Costituente, il palazzo riprende lo stile del vicino Palazzo comunale e la sua imponenza ed eleganza architettonica rispecchia la potenza economico-politica che fu dell’antica famiglia proprietaria dell’edificio, originaria della città di Bergamo.
Il passaggio coperto del palazzo è comunemente chiamato “portico dell’Unica”, in ricordo dell’omonimo negozio di dolciumi (prodotti dall’Unione Nazionale Industrie Cioccolato ed Affini) che un tempo era lì collocato.

Immagine dell’edificio in epoca fascista
Ghetto ebraico
La comunità ebraica di Mirandola è stata una comunità ebraica attiva durante l'epoca del Ducato della Mirandola.
Anche a Mirandola è testimoniata la presenza della comunità ebraica, attiva durante l’epoca del Ducato. Nel Rinascimento sono noti i rapporti tra Giovanni Pico e gli Ebrei, che insegnarono al celebre filosofo la lingua e la cultura ebraica, inclusa la cabala. Il Ghetto oggi corrisponde a via Marsala e via Milazzo, e vi si può accedere tramite un angusto arco situato lungo piazza Costituente.

Ghetto Ebraico
Polo culturale il Pico
Il Polo culturale il Pico di Mirandola è una biblioteca di pubblica lettura.
Il Polo culturale il Pico di Mirandola è una biblioteca di pubblica lettura.
Si avvale di un patrimonio di circa 70.000 libri moderni, dei quali 40.000 disponibili a scaffale aperto nell’attuale sede, numerose testate di periodici, 5000 dvd.
Il patrimonio moderno è suddiviso in diverse sezioni: consultazione, fondi a prestito di saggistica e narrativa, testi per bambini, ragazzi, giovani adulti, emeroteca, sezione multimediale, sezione locale e sezione multiculturale plurilinguistica.
Fra i fondi speciali di sola consultazione si segnalano: Il Mulino, la Raccolta Gavioliana, Il Fondo Antico, La Miscellanea.Questi ultimi, costitutiti da decine di migliaia fra volumi, documenti, cartoline storiche, manoscritti, dopo il terremoto sono stati trasferiti in appositi locali e non sono al momento consultabili, così come il Fondo di Deposito, formato da circa 30.000 volumi del XX ° secolo.

Biblioteca
Palazzo della ragione
Situato dell'angolo tra Piazza Costituente e via Volturno.
Risale al Trecento e nacque come sede del podestà, che amministrava la giustizia nel Ducato della Mirandola. Il palazzo presenta tre arcate tamponate in stile tardo gotico a sesto acuto che testimoniano l’esistenza in passato di un antico portico. Nello spigolo del palazzo è possibile vedere un balconcino sorretto da mensoloni scolpiti nel marmo.

Palazzo della Ragione
Palazzo Comunale
Linee rinascimentali che affacciano su Piazza Costituente.
Fu edificato nel 1468 per volere della contessa Giulia Boiardo e di Galeotto I Pico, su un edificio preesistente. Alla fine dell’Ottocento, una pesante ristrutturazione vede la ricostruzione dell’intero porticato; il loggiato a sei archi ospita colonne in marmo di Verona sulle quai sono riportate le unità di misura anticamente in uso nel Ducato della Mirandola.

Palazzo Comunale
I Barchessoni
Nel cuore delle Valli Mirandolesi si trovano i Barchessoni, strutture un tempo adibite a stalle per l'allevamento equino e oggi grande patrimonio storico del territorio.
I Barchessoni sono particolari edifici in mattoni, a uno o due piani, dalla caratteristica pianta poligonale. Un tempo adibiti a stalle per l’allevamento equino e oggi parte caratterizzante del patrimonio storico mirandolesi, questa tipologia architettonica consentiva la creazione di un ambiente unico, molto ampio e funzionale. Dei sette Barchessoni costruiti tra il 1824 e il 1893, oggi ne restano quattro: il Barchessone Vecchio, il Barchessone Barbiere, il Barchessone Portovecchio e il Barchessone Fieniletto.

Barchessone vecchio
Valli Mirandolesi
Le Valli Mirandolesi si trovano nella frazione di San Martino Spino e occupano parte della bassa pianura modenese, ai confini con le province di Mantova a Nord e di Ferrara ad Est. L’area è Zona di Protezione Speciale (Z.P.S) della Rete Natura 2000 istituita dall’Unione Europea. Quest’area valliva, cancellata dalle bonifiche agricole tra Otto e Novecento, vide la realizzazione di bacini artificiali per ripristini ambientali che hanno riportato diversi settori nelle condizioni ambientali che hanno riportato diversi settori nelle condizioni ambientali di un tempo, con una vegetazione tipica degli ambienti umidi, come la diffusa presenza di canneti a Cannuccia di palude e Tife. La visita alle Valli Mirandolesi è guidata da percorsi pedonali, piste ciclabili, punti per la sosta, pannelli informativi ed interpretativi, nel rispetto della specie animali e vegetali presenti. Nelle Valli Mirandolesi hanno sede il Centro di Educazione alla Sostenibilità “La Raganella” e la Stazione Ornitologica Modenese “Il Pettazzurro” (indicati nella mappa).
Cosa si può osservare?
L’abbondanza di acque e la presenza di zone depresse e caratterizzate da suoli prevalentemente argillosi sono fattori ottimali per la vita dell’avifauna legata alle zone umide. La bassa pianura modenese è, infatti, collocata lungo le principali rotte di volo dei migratori, che qui trovano condizioni idonee non solo per la sosta durante il passo, ma anche per la riproduzione (specie meridionali o transahariane) o lo svernamento (specie nordiche). Numerose sono le anatre (Marzaiola, Germano reale, Fischione, Mesttolone, Codone, Alzavola), gli ardeidi (Airone cinerino, Garzetta, Nitticora, Airone bianco maggiore, Airone guardabuoi, più rari Airone rosso, Tarabuso e Tarabusino). Dove le acque basse si alternano a piccole secche si osservano diversi limicoli, (Pittima reale, Cavaliere d’Italia, Chiurlo, Beccaccino, Piro piro boschereccio). Nei prati umidi si possono ammirare Pavoncella, Combattente e Piviere dorato. Ricca è la presenza di rapaci notturni e diurni: Civetta, Gufo comune, Allocco, Barbagianni, Albanella minore, Falco di palude, Gheppio, Falco grillato, Poiana.

Marzaiola

Pendolino

Poiana
Ciclovia del Sole
La Ciclovia del Sole è una ciclovia italiana che fa parte del grande itinerario ciclabile europeo Eurovelo7 Capo Nord-Malta, è percorribile dal Brennero fino alla Sicilia.
Nella zona emiliana la prima tappa della Ciclovia del Sole è Mirandola che giunge fino a Bologna, attualmente è in costruzione il percorso che collegherà Concordia a Mirandola, così da completare il percorso nella zona della Emilia Romagna.

Per coloro che percorrendo la Ciclovia del Sole si imbattono in Mirandola, passando da Via Gramsci sarà possibile visitare il centro storico oppure potranno seguire i tre itinerari alla scoperta dell’ambiente seminaturale delle valli mirandolesi



Tre itinerari alla portata di tutti per pedalare e andare alla scoperta di zone ricche di fascino
1 Itinerario – percorso giallo – 11,3 Km
Partendo dal Barchessone Vecchio di San Martino Spino, approfittando del servizio noleggio gratuito di biciclette offerto dal Comune di Mirandola, si può seguire il percorso più breve riconoscibile dalle visibili frecce gialle e denominato i Barchessoni perché pedalando per circa 11,3 km su strade per lo più sterrate si potranno raggiungere e scoprire i tre Barchessoni rimasti ossia il Barchessone Vecchio, il Barbiere e il Portovecchio.
2 Itinerario – percorso viola – 31,4 Km
Con le frecce viola viene invece segnalato il percorso detto Birdwatching in Valle lungo circa 31,4 km con partenza sempre dal Barchessone Vecchio e che permette di visitare le Valli nelle sue
diverse versioni naturali tra boschetti, macchie e radure e zone umide.
3 Itinerario – percorso fucsia – 43,7 Km
Il percorso più lungo, oltre 43,7 km, chiamato la Valle dei dossi e delle acque, riconoscibile dalle frecce di color fucsia.
Scopri l’Itinerario della Ciclovia Sole che da Verona a Firenze si sviluppa per 686 km.





